La lettura deve divertire?
Martin Amis ha scatenato un interessante dibattito, anzi una polemica direi.
L'autore americano sostiene che la lettura deve dare sollievo e che autori come Coetze( premio nobel 2003) siano delle " ciofeche" perchè ci angosciano con i loro scritti di guerra e morte.
Gli hanno risposto in tanti, la maggior parte discordi con la sua teoria.
Io sono fra quelli. Se ci penso non mi viene in mente un solo titolo tra le mie letture" piacevoli", mentre di qulle " angoscianti", come le definisce il bravo Martin, collezziono ricordi.
Perchè quando leggo Roth, e mi arriva diritto un pugno nello stomaco, perchè così mi accade con i suoi libri, lo ringrazio di esistere.
E di scrivere.
Perchè quello che sta dicendo, spiacevole, duro, a volte sporco, lo sta dicendo proprio a me, mi ha letto nel profondo dell'animo e ne ha scoperto le miserie, a volte le meschinità .
Lo stesso m i accade con certi registi, come Woody Allen , per esempio.
Nel film " Vicky Cristina Barcelona" il regista rappresenta diversi moti dell'anima di diverse donne e in ognuna di esse noi troviamo un frammento del nostro modo di essere, nel profondo , donne.
Ma come lo sa ? MI ritovo a chiedermi ? Come, se è un uomo?
E', credo, il dono dei veri artisti, quello di descrivere perfettamente il gusto di un buon taglio di carne quando sono vegetariani..
E' il dono che gli invidiamo, e di cui siamo loro grati.
giovedì 11 marzo 2010
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Io penso che la lettura abbia molte sfumature: possa far ridere, piangere…. Sicuramente fare emozionare. Quindi sorrido per “Sogno di una notte di mezza estate”, rido per “Tre uomini in barca” e piango per “L’animale morente” (per citare Roth). Anche a me il film di Woody Allen ha fatto pensare alla complessità dell’essere femminile e di volta in volta mi sono identificata in un particolare o in una caratteristica delle protagoniste femminile. Un altro regista che, secondo me, ha questa capacità, pur essendo misogino, è Lars Von Triar. Sia ne “Le onde del destino”, ma soprattutto in “Dancer in the dark”: chi è mamma non può non identificarsi con la protagonista…Allargando alla musica… lo stesso direi fa Puccini: maltratta le donne ma le conosce come pochi.
RispondiEliminaCondivido pienamente le tue impressioni.
RispondiEliminadancer in the dark è un inno al sacrificio e all'amore incondizionato di tante madri, l'ho trovato lirico.
Per quanto riguarda la musica sono così ignorante che stendo un velo pietoso e... ti credo sulla parola!