Traslocare è sempre un piccolo trauma, lo è quando si è sereni e tutto va bene, figuriamoci quando sereni non si è e tutto non va proprio bene..
L'entusiasmo che accompagna il cambiamento non c'è quando lasci una casa, una famiglia, dei ricordi che ti hanno accompagnato per un quarto di secolo.
E non sai cosa ti appartiene davvero, di quale oggetto davvero non ti puoi separare, quale offesa arrecherai togliendo quella foto, quel libro..
Vorrei non portarmi nulla, ma d'altro canto la tua foto disturba, il libro che ti è appartenuto porta ricordi sofferti, meglio togliere, farti dimenticare.
In Hotel quando un ospite deve cambiare camera per esigenze interne, si cerca di riposizionare tutti i suoi effetti personali esattamente nello stesso modo in cui erano nella stanza precedente, si fa una fotografia e si riproduce esattamente lo stesso " quadro".Si deve cercare di evitare l'effetto spaesamento.
Ma le stanze dell'hotel sono simili, non è così difficile.
Nella nuova casa mi sveglio di notte e vado in ingresso pensando di trovare il bagno, sento rumori che non conosco, odori che non riconosco e tutto è spaesamento, è paura, è solitudine.
Ma il giorno arriva, e con la luce tutto cambia, e mi dà speranza.E coraggio..
martedì 27 aprile 2010
giovedì 22 aprile 2010
Ritorno all'umiltà?..
In questi giorni sto tenendo un corso di formazione per aspiranti governanti ( per Hotel). Tali corsi sono volti all'eventuale inserimento di personale nelle strutture ricettive e il tentativo è quello di dare loro una formazione adatta allo scopo.
Ieri, dopo le prime due lezioni, ho chiesto ai partecipanti quali fosse stato il loro percorso scolastico e professionale fino a questo momento.
Le risposte mi hanno in qualche modo sconcertato, la metà di loro è laureata o lo sarà presto, l'altra metà ha svolto in passato mansioni di indubbio prestigio.
Queste persone aspirano a pulire le camere del mio hotel ed hanno più titoli di me..
Che questa crisi abbia portato ad un ritorno all'umiltà? Che la perdita del lavoro, in alcuni casi, abbia ridimensionato non solo la nostra capacità di consumo , ma anche la nostra ambizione, la nostra supponenza?
Quanti di loro , fino a qualche anno fa , si sarebbe " accontentato" di un impiego così, con una laurea in tasca? Abbiamo finito ora di compiangere le russe, le polacche, le bulgare che fanno le badanti e le cameriere con una laurea in ingegneria?
Una ventata di umiltà farebbe bene a tutti, davvero. E il rispetto che nutro per queste persone è pari al mio impegno nel fare di loro delle " governanti con i fiocchi.."!
Ieri, dopo le prime due lezioni, ho chiesto ai partecipanti quali fosse stato il loro percorso scolastico e professionale fino a questo momento.
Le risposte mi hanno in qualche modo sconcertato, la metà di loro è laureata o lo sarà presto, l'altra metà ha svolto in passato mansioni di indubbio prestigio.
Queste persone aspirano a pulire le camere del mio hotel ed hanno più titoli di me..
Che questa crisi abbia portato ad un ritorno all'umiltà? Che la perdita del lavoro, in alcuni casi, abbia ridimensionato non solo la nostra capacità di consumo , ma anche la nostra ambizione, la nostra supponenza?
Quanti di loro , fino a qualche anno fa , si sarebbe " accontentato" di un impiego così, con una laurea in tasca? Abbiamo finito ora di compiangere le russe, le polacche, le bulgare che fanno le badanti e le cameriere con una laurea in ingegneria?
Una ventata di umiltà farebbe bene a tutti, davvero. E il rispetto che nutro per queste persone è pari al mio impegno nel fare di loro delle " governanti con i fiocchi.."!
giovedì 8 aprile 2010
I am a box
Se mai pubblicassi il libro che ho nella mia testa, questo sarebbe il titolo.
Ed è una definizione che un tempo mi ha dato un amico che mi conosce bene.
Ma in fondo è una cosa che si può dire di tutto il genere femminile.
"Tu sei una scatola", mi diceva. Tutto è alla rinfusa: affetti, lavoro, famiglia, interessi, tutto passibile di contaminazione. Se un elemento ti fa soffrire, tutti gli altri vengono coinvolti.
"Io sono un cassettone, diceva, tutti i miei cassetti sono ordinati e ognuno contiene un elemento ben preciso: qui c'è la famiglia, qui il lavoro, qui gli amici, qui gli interessi. Quando ne chiudo uno, ne apre un altro: niente contaminazione."
"Accidenti", pensavo " Che invidia.."
Ora, ripensandoci rifletto sul fatto che le scatole si ripongono in soffitta, e, ogni tanto, quando ti viene nostalgia, le riapri e ti fai accarezzare dai ricordi, indulgi nelle sensazioni che ne derivano.
Cosa succede quando nella tua vita un nuovo elememto si affaccia?
Butti via il contenuto di un cassetto e fai posto al nuovo che arriva?
Voglio essere una scatola. Amo essere una scatola.
E odio i cassettoni...........
Ed è una definizione che un tempo mi ha dato un amico che mi conosce bene.
Ma in fondo è una cosa che si può dire di tutto il genere femminile.
"Tu sei una scatola", mi diceva. Tutto è alla rinfusa: affetti, lavoro, famiglia, interessi, tutto passibile di contaminazione. Se un elemento ti fa soffrire, tutti gli altri vengono coinvolti.
"Io sono un cassettone, diceva, tutti i miei cassetti sono ordinati e ognuno contiene un elemento ben preciso: qui c'è la famiglia, qui il lavoro, qui gli amici, qui gli interessi. Quando ne chiudo uno, ne apre un altro: niente contaminazione."
"Accidenti", pensavo " Che invidia.."
Ora, ripensandoci rifletto sul fatto che le scatole si ripongono in soffitta, e, ogni tanto, quando ti viene nostalgia, le riapri e ti fai accarezzare dai ricordi, indulgi nelle sensazioni che ne derivano.
Cosa succede quando nella tua vita un nuovo elememto si affaccia?
Butti via il contenuto di un cassetto e fai posto al nuovo che arriva?
Voglio essere una scatola. Amo essere una scatola.
E odio i cassettoni...........
mercoledì 7 aprile 2010
Trovare la forza
Ho cominciato a scrivere questo blog perchè mi pareva di avere qualcosa da dire, tutte quelle parole che avevo dentro, il sogno di scrivere quel libro che è nella mia testa ( e probabilmente lì ci rimarrà per sempre), il blog è uno sfogo, mi dà la possibilità di esprimermi come più mi piace, scrivendo.
E allora com'è che improvvisamente non ho più niente da dire?
Certo, di mezzo ci sta il momento più difficile della mia vita: quello in cui le parole non bastano a definire il senso di sgomento che deriva da una separazione.
E allora, la voglia di lasciarsi andare, di cancellare appuntamenti, di smettere di uscire, di smettere di scrivere, di raccontare.
In questi giorni vorrei solo dormire, mettere la testa sul cuscino e abbandonarmi all'oblio.
Nemmeno leggere mi è di conforto, la mente è annebbiata e la concentrazione langue.
Ma leggo Manuela, che con tutte le duifficoltà e le tragedie è ancora combattiva e ironica e vitale , e mi dico che se ce la fa lei ce la farò anch'io e poichè grazieadio, sono dotata della stessa dose di ironia e vitalità, ho buona speranza di emergere dal letargo emotivo in cui mi trovo e tornare presto nel mondo reale, quello dove si dorme solo di notte e di giorno ci si dà una mossa e, inshalla, si sopravvive. programmato 08/04/10 di antonella Pastore Elimina
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E allora com'è che improvvisamente non ho più niente da dire?
Certo, di mezzo ci sta il momento più difficile della mia vita: quello in cui le parole non bastano a definire il senso di sgomento che deriva da una separazione.
E allora, la voglia di lasciarsi andare, di cancellare appuntamenti, di smettere di uscire, di smettere di scrivere, di raccontare.
In questi giorni vorrei solo dormire, mettere la testa sul cuscino e abbandonarmi all'oblio.
Nemmeno leggere mi è di conforto, la mente è annebbiata e la concentrazione langue.
Ma leggo Manuela, che con tutte le duifficoltà e le tragedie è ancora combattiva e ironica e vitale , e mi dico che se ce la fa lei ce la farò anch'io e poichè grazieadio, sono dotata della stessa dose di ironia e vitalità, ho buona speranza di emergere dal letargo emotivo in cui mi trovo e tornare presto nel mondo reale, quello dove si dorme solo di notte e di giorno ci si dà una mossa e, inshalla, si sopravvive. programmato 08/04/10 di antonella Pastore Elimina
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