giovedì 17 giugno 2010

No comment..

Mi sento imbavagliata come i quotidiani italiani..
Da quando sono nella mia " nuova condizione ",(elegante modo di definire una neo separazione) , mi sento come in dovere di tacere.
Non posso esternare i miei sentimenti o emozioni perchè qualsiasi cosa dica, rischio di ferire qualcuno.
Se confido a qualcuno che sono serena, offendo i sentimenti dei miei cari che ancora non lo sono, se mi lamento della solitudine, mi sento dire: " Chi te l'ha fatto fare? Hai voluto la bicicletta..
SEnto tanta ipocrisia intorno a me e anche un pizzico di invidia.
Ipocrisia da parte di chi è convinto che l'essere sposati dia diritto ad un riconoscimento sociale altrimenti negato; invidia da parte di chi vorrebbe tanto avere il coraggio di fare questa scelta.
Comunque sia, meglio che stia zitta, mi sembra di sentire da ambedue le " coalizioni".
E io sto zitta. Parlo solo se interrogata. Il problema è che non mi interroga nessuno, mi ignorano. Non sono interessante: non mi dispero, vado avanti per la mia strada, cerco di cosruire il mio nuovo futuro.
Mi manca la possibilità di parlarne, ma non esistono gruppi di incontro per neo separati sereni.
Tutti i gruppi di aggregazione presuppongono una dose di angoscia misurabile con un non precisato strumento e io non ne ho abbastanza, sembra..
La mia categoria giace nel limbo .
Da questo limbo, vi mando i miei più cari ( e sereni) saluti

1 commento:

  1. le persone sono interessanti per quello che esprimono, per le loro idee ... non per il loro stato civile. sei una donna ricca di idee e di sentimenti. questo conta. il resto è fuffa... e invidia. spero di vederti a jesolo con manuela , a presto anna

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